La Terra gira più velocemente e il giorno ha 16 ore



Uno scienziato tedesco ha condotto ricerche dal 2000 e dice che il pianeta ha aumentato la sua velocità nella sua rotazione. Così il giorno in cui viviamo, è più breve di quanto pensiamo.

Lo studio si chiama “Risonanza di Schumann”, ed è basata su Metafisica Quantistica ed Astrofisica Quantistica, e spiega perché la Terra ruota più velocemente.

Così, Dr. Schumann, del UTN Università di Monaco, ha fatto la scoperta per cui afferma che il giorno ha solo 16 ore anziché 24.

Secondo lui, per secoli la terra girava sul proprio asse a 7.8 hz. ma dal 1980, quel numero cambiato,  è aumentato  molto rapidamente in ultimi 6 anni per ragiungendo i 12 hz.

In sostanza, il dottor Schumann dice il giorno viviamo come 24 ore, infatti, dispone di 16 ore ed è per questo che abbiamo impressione che il tempo di oggi è così accelerato.

Nella relazione, facendo riferimento alle calamità atmosferiche come una possibile conseguenza della perturbazione dei campi magnetici della terra, che sono stati anche modificati a partire dal 2000 pure.
Traduzione- Tanja per il Risveglio di una Dea
Questo ha una grande importanza anche per noi e per la nostra salute perché siamo di natura bioelettrica, siamo  nella stessa onda, cambiando il battito di cuore della Terra, si sta modificando anche il nostro. 
Che cos’è Risonanza di Shumann?

“L’identificazione è una pratica spirituale fondata sulla conoscenza di una legge fisica: la legge di risonanza. Se riuscirete a vibrare all’unisono con una creatura, la conoscerete, e non soltanto la conoscerete, ma inoltre le sue qualità si comunicheranno a voi. Finché non vibrate all’unisono con quella persona, finché non vi identificate in lei, potete studiarla, giudicarla, decretare che essa è questo o quest’altro, ma in realtà non la conoscete veramente. È il fatto di vibrare alla stessa lunghezza d’onda che avvicina due esseri e permette loro di conoscersi! E l’amore è anche questo. L’amore, così come la conoscenza, è il risultato di una fusione: due esseri che vibrano alla stessa lunghezza d’onda. Si può dunque dire che la vera conoscenza è la conseguenza del vero amore, e che il vero amore altro non è che un accordo su una stessa lunghezza d’onda.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov
La mia scoperta della Risonanza di Schumann è stata sconvolgente.
Lo dico in senso relativo, ovviamente, non si tratta di esperienze da Giorno del Giudizio. Lo dico inoltre a livello personale, dato che è stata anche alquanto tardiva. La mia prova dell’Acoustic Revive RR-77 mi è stata suggerita dall’amico Giuseppe Trotto, è arrivata buona ultima nel panorama internazionale, non se ne sentiva la necessità e il prodotto esiste, come ho scritto, da buoni sette anni… Ci sarebbe motivo di finirla qui, insomma. Invece, io raddoppio. Il miglioramento all’ascolto e il benessere psico-emotivo provato non mi hanno portato dallo psicologo, come forse avrei dovuto fare, ma ad approfondire l’argomento, che ritengo in realtà sia utile e interessante ben oltre le nostre ambizioni audiofile.
Per l’occasione, mi viene quindi in soccorso Andrea Amato, fondatore e proprietario della italiana Ætere’s. Cito paro paro dal loro sito: Ætere’s “è un’azienda leader nella Smart Energy Technology e fonda il suo lavoro su una visione antica dello spazio che ruota intorno ai principi di armonia, bellezza e sacralità. Gli ambienti abitativi e lavorativi contemporanei, al contrario, sono spesso basati su una visione dello spazio di stampo utilitaristico che, ponendo scarsa o nulla attenzione all’interazione con la sfera biopsichica dell’uomo, apporta inevitabili e spesso serie conseguenze alla salute e al benessere degli occupanti.
La ricerca ha portato Ætere’s alla realizzazione di una strumentazione diversificata, progettata per la biocompatibilità e ri-armonizzazione ambientale…”.
OK. Sento già le vostre risate. Ecco un altro che vuole venderci l’olio di squalano per ungere i nostri CD o raccomanda bagni criogenici per la salute dei nostri apparecchi… Beh, a parte che sia il primo che il secondo trattamento funzionano assai, a patto che si sappia cosa si sta facendo e come lo si deve fare, qui si tratta di essere aperti mentalmente e, modestamente, “lo fummo”!
DomandaAndrea, la ricerca sulla Risonanza di Schumann si ferma alla sua utilità, vera o presunta, nel campo dell’audio?
Andrea Amato, Ætere’s: Grande attenzione e molta ricerca ruota attorno alla Risonanza di Schumann e tra i suoi possibili impieghi pratici si sta facendo strada l’ipotesi che essa possa essere la migliore soluzione frequenziale per l’ascolto ideale. Ma qualsiasi ipotesi di lavoro corre il rischio di non considerare tutte le implicazioni possibili, siano queste matematiche, fisiche, statistiche, biologiche e anche energetiche. Proviamo a infilarci in questo labirinto augurandoci che alla fine del percorso sia possibile verificare questo assunto: se emetto una frequenza costante e ben determinata in un ambiente d’ascolto sentirò meglio il suono? Fantasia o realtà?
DomandaBene, proponi un approccio sistematico. Ricapitolando, quindi, qual è questa frequenza? Cos’è questa Risonanza di Schumann?
Amato: Intorno agli ultimi anni dell’800 il genio di Tesla formulò una teoria che, ripresa dalle ricerche di Schumann negli anni ‘50, venne confermata come realtà. La “cavità” compresa tra la Ionosfera e la Terra contiene un campo magnetico pulsante dove le onde elettromagnetiche si propagano come “onde su una molla”, uno spazio in grado di riflettere la radiazione elettromagnetica a bassa frequenza così come uno specchio riflette la luce. L’insieme, rappresenta anche una sorta di condensatore, dove la Terra funge da polo negativo e la Ionosfera da quello positivo. L’oscillazione di queste onde avviene tra frequenze comprese tra 1 e 50 cicli al secondo, cioè Hz, mentre la frequenza fondamentale della Risonanza di Schumann ha un valore di circa 7,5 Hz.
Questa frequenza, ottenuta inizialmente solo attraverso un calcolo matematico, è stata poi rilevata strumentalmente trovando che ha un valore medio intorno ai 7,8 Hz. Come qualsiasi altro suono prodotto in natura, la frequenza di base è sempre accompagnata da altre frequenze, armoniche della fondamentale, che in questo caso sono presenti a circa 14, 21, 26, e 33 Hz. La Risonanza di Schumann e tutte le sue armoniche appartengono a una famiglia più grande, definita come “banda geomagnetica” dal momento che proprio in questo intervallo di frequenze si manifestano una grande varietà di fenomeni elettromagnetici naturali.
DomandaLa teoria è affascinante, ma, in pratica, come si ottengono questi valori?
Amato: Esatto, il concetto è chiaro e rilevato strumentalmente, ma occorre fare due conti: la circonferenza della Terra misura circa 40.030 chilometri. Un segnale elettromagnetico viaggia intorno al globo alla velocità della luce di 299.800 km/secondo. Un suo giro intero intorno alla Terra dura circa 0,1335 secondi, ciò che corrisponde a circa 7,49 Hz. Già, ma non ci siamo, gli strumenti attuali rilevano 7,83 Hz, siamo incappati nella prima approssimazione… ma nel nostro calcolo non abbiamo considerato l’altezza della Ionosfera, abbiamo calcolato la frequenza al suolo con una Ionosfera di altezza pari a zero. Ok, rifacciamo i calcoli, incrementiamo il raggio della Terra e inglobiamo l’altezza della Ionosfera, circa 150 km, così il valore dovrebbe essere più vicino a quello misurato. Niente affatto, otteniamo un’ulteriore diminuzione di valore, circa 7,32 Hz. Pare ora evidente che, nel determinare questa frequenza intervengano altri fattori che alterano il semplice ragionamento scientifico. O forse dobbiamo cominciare a inserire il concetto di “gamma di frequenze”, in modo che anche la Risonanza di Schumann possa essere interpretata e valorizzata come un “insieme di frequenze” piuttosto che determinata con un singolo e rigido valore medio. Questo valore, statisticamente più rilevante a 7,83 Hz, in realtà contiene una dinamicità, un movimento, una oscillazione di frequenze di spettro più ampio, più coerente a un sistema che necessariamente e continuamente interagisce con moltissime altre realtà energetiche, sia naturali che artificiali.
DomandaStiamo parlando di valori frequenziali in fondo molto vicini: una ben precisa frequenza può davvero influenzare così tanto il nostro sistema energetico?
Amato: La risposta è sì: il sistema energetico umano è estremamente efficiente, oltre che dinamico e funzionale, se armonico. Chi ha “progettato il sistema” ha fatto sì che organi e funzioni abbiano massima attivazione e rendimento a determinate frequenze, lasciando che il “resto”, non necessario in quel momento, funzioni con un consumo energetico ridotto. Stati di coscienza e specifiche zone del cervello entrano in risonanza con specifiche frequenze determinando lo “stato operativo” di un organo o funzione.
DomandaUrge qualche esempio…
Amato: Ecco che arrivano… L’ippocampo, la parte del cervello localizzata nella zona mediale del lobo temporale, svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale ed è estremamente attivo a circa 7,8 Hz.
Il timo, ghiandola situata fra i polmoni e sotto lo sterno, svolge un ruolo di “palestra del sistema immunitario”, informando i linfociti per stimolarne la risposta immunitaria, ed è molto operativo a circa 8 Hz.
L’epifisi, ghiandola situata nella zona centrale del cranio, svolge un ruolo fondamentale come “orologio del sonno” producendo melatonina, ed è fortemente attiva poco sopra gli 8 Hz.
DomandaE sotto queste frequenze?
Amato: Tendenzialmente il range frequenziale al di sotto degli 8 Hz, cioè fino ai 4 Hz, appartiene a quello che viene definito stato Theta, sicuramente il più straordinario ed evasivo fra gli stati di coscienza. In Theta, possiamo anche sperimentare flash di immagini di natura piuttosto misteriosa. In questo stato si manifestano stati alterati come quello della trance, della trance ipnotica, delle immagini ipnagogiche, dell’accesso diretto all’inconscio, dove viviamo il massimo della creatività, dell’intuizione e delle nostre percezioni extrasensoriali. In questo stato emergono tutti quei comportamenti coscienziali in cui si è privi degli schermi di difesa dell’Io e dove lo stato di apprendimento viene messo nelle migliori condizioni.
DomandaAvevo appena scoperto che esiste una frequenza, quella di Schumann, decisamente interessante e ora se ne sono aggiunte a bizzeffe…
Amato: Esatto. Questo non significa infatti che tutto il sistema improvvisamente lavori e risponda a un’unica frequenza. Attraverso l’elettroencefalogramma o con il bio-feed back HRV o Hearth Rate Variability – strumento che rileva una serie più vasta di dati relativi al sistema nervoso, possiamo analizzare la variabilità della frequenza cardiaca e di valutare il bilanciamento dell’attività fra sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Si ottiene una visualizzazione grafica di una realtà frequenziale molto complessa, dove, pur aumentando in una data circostanza l’attività di uno stato di coscienza particolare e creandosi un picco di intensità in corrispondenza di una determinata frequenza, si nota dal diagramma un ventaglio di armonie delle altre vibrazioni necessarie a tenere in equilibrio dinamico il sistema.
DomandaQuindi, una volta che ci siamo impadroniti di questi concetti, come potremmo migliorare noi semplici audiofili il nostro ambiente d’ascolto?
Amato: Veniamo al punto, dopo aver sinteticamente dipanato una serie di concetti. Per mettere nelle migliori condizioni di ascolto una persona, quindi l’ambiente in cui è inserito l’impianto di riproduzione sonora e lo stesso ascoltatore, è preferibile emettere una frequenza fissa come può essere quella di 7,83 Hz, identificata per molti e sinteticamente come la Risonanza di Schumann. Oppure… creare i presupposti naturali di comportamenti dinamici, differenziati e armonici di flussi di energia eterica all’interno di un ambiente, determinando, sì, di conseguenza una Risonanza di Schumann, ma in tutta la sua completezza vibrazionale.
DomandaSo che questo è proprio l’oggetto del vostro lavoro…
Amato: Infatti. Noi della Ætere’s crediamo che la strada giusta sia nella seconda ipotesi di lavoro. Abbiamo monitorato in bio-feed back HRV alcune persone inserite in un contesto energetico naturale ideale e opportunamente collocato geometricamente, tale cioè da essere il fulcro di un “toroide” di flussi di energia. Tali studi dimostrano che i soggetti risultano psicologicamente, biologicamente, energeticamente e coscienzialmente nelle migliori condizioni di ascolto, sia ispirazionali che analitiche.
DomandaTanta roba, dovremo approfondire, so comunque che i risvolti pratici delle vostre ricerche hanno portato anche voi a sviluppare dei “prodotti” e mi scuso per l’involontaria approssimazione del termine, non voglio allargarmi con definizioni improprie.
Amato: I nostri studi, portati avanti da un gruppo di ricercatori e dai fondatori Ætere’s, hanno avuto come naturale sbocco la creazione di una tecnologia che noi definiamo OVER Space, cioè Optimized Vibrational Environment Rebalancing Space, capace di operare sullo spazio, ottimizzando e riequilibrando le vibrazioni ambientali. Si tratta di realtà e non di fantasia, ma va tenuto presente che questa realtà prevede complessità maggiori, sia teoriche che operative, di quelle della “semplice” Risonanza di Schumann intesa in senso stretto.
DomandaGrazie, Andrea, ci rinuncio! Scherzi a parte, quel che credo infine di aver capito è che la sola e semplice emissione della Frequenza di Schumann sia già di per sé importante. Ma che allargare l’emissione a frequenze molto vicine e farlo in modo dinamico, cioè non “fisso”, qualsiasi cosa questo significhi all’atto pratico, è “meglio”.
Amato: Esatto – sorride – e grazie a voi!


I misteri del lago Vostok dopo più di trent'anni di scavi

UN MISTERO lungo venti milioni di anni, sepolto sotto i ghiacci del Polo Sud 1. E' quello racchiuso nel lago Vostok, subglacialegrande come l'Ontario, lungo quasi 250 chilometri e largo 50, profondo 1000 metri, il più grande dei 70 bacini sotto il Polo sud. Forse gli strati che ricoprono il lago sono più recenti, 12mila anni circa. Ma tradotti in misure, equivalgono comunque a tre chilometri e oltre di spessore glaciale, che le trivelle russe impegnate nella spedizione hanno finito di perforare oggi, dopo trent'anni di lavori. La zona di Vostok è ammantata di mistero oltre che di ghiaccio, da sempre. Non ultima la sparizione del team di scienziati impegnati nei lavori in questi giorni, riapparsi improvvisamente dopo una settimana di comunicazioni interrotte. E  la vera avventura comincia adesso, perché fare luce sui misteri del lago, l'ambiente che lo circonda e le sue anomalie potrebbero rappresentare per la scienza un episodio non distante per importanza dalla conquista della Luna negli anni 60.



LE IMMAGINI 2


Misteri e anomalie. L'enorme bacino subglaciale, scoperto negli anni 70, nasconde un tesoro tutto da stimare per quantità e qualità. Di sicuro c'è che l'acqua che contiene è purissima, incontaminata dall'ambiente terrestre, e così è rimasta per venti milioni di anni. L'ecosistema è quindi quello di quell'epoca, con tutto ciò che può comportare per forme di vita vegetali, animali, microbiali. Ma c'è molto di più. Il lago è sovrastato da una cava di ghiaccio, che contiene ossigeno e esercita pressione. A questo si aggiunge la temperatura dell'acqua, che verso la superficie è più fredda, ma che in alcune zone arriva intorno ai 30 gradi. Un posto piacevole per nuotare, se non fosse tremila metri sotto l'Antartide. Il fenomeno viene spiegato con un'ipotesi suggestiva: il bacino che ospita il lago sarebbe in una zona in cui la crosta terrestre è più sottile, da qui l'acqua temperata. E a questo punto si aprono gli scenari più incredibili. Quali forme di vita contiene il lago, che tipo di ambiente è? E comunque la si metta, si tratta di forme di vita da noi oggi considerabili completamente aliene, al mondo di oggi e al nostro ambiente. Tanto che la scienza considera Vostok come un campo di allenamento per comprendere Europa, satellite di Giove dalla composizione ambientale molto simile a questo tesoro chiuso nello scrigno dell'Antartide.

I pericoli del mondo perduto. Il bacino del lago Vostok potrebbe essere un vero e proprio endopianeta, un mondo sconosciuto e autonomo all'interno del pianeta Terra, rimasto a venti milioni di anni fa. Secondo ipotesi non prive di fascino, il ciclo dell'acqua potrebbe essere completo, la conca della caverna ospitare fenomeni meteo, piogge e temporali e spostamenti d'aria. E forse forme di vita complesse. Sicuramente, ci sono forme di vita batteriche. Un aspetto che crea più di un problema, perché il nostro mondo e quello dimenticato del lago Vostok potrebbero essere incompatibili. Un agente proveniente dalla Terra potrebbe contaminare e sterminare la biologia del lago in pochi minuti. Così come un agente proveniente dal lago, sconosciuto per il nostro ambiente e potenzialmente pericoloso potrebbe provocare problemi imprevedibili per tutto il pianeta. Per questo nell'opera di scavo, il team russo ha prestato attenzione totale al pericolo di contaminazione biunivoca. L'acqua da analizzare proveniente dal lago sarà prelevata creando un foro attraverso cui la pressione spingerà il liquido in alto. Si attenderà quindi il ricongelamento e poi verranno presi i campioni. Naturalmente il momento del taglio del ghiaccio per praticare il foro è quello più delicato, quello in cui il nostro mondo e i nostri batteri entrano in contatto con un universo misterioso intrappolato da milioni di anni. 

Attività magnetica inspiegabile. Ma i misteri di Vostok non sono finiti. Ce n'è un altro, ugualmente importante ma dai contorni ancora meno definibili. Nella zona sud-occidentale del lago, i team di ricerca hanno individuato e verificato per anni la presenza di una fortissima anomalia magnetica, ritenuta di origine inspiegabile, che si estende 105km per 75. Alcuni ricercatori pensano che anche questo fenomeno sia da attribuirsi all'assottigliamento della crosta terrestre in quel punto. Ma alcuni rilievi effettuati da rilevatori sismici hanno individuato la presenza di un elemento metallico di forma circolare o forse cilindrica che appare  dal diametro molto esteso, alla base del lago. L'ipotesi è che possa essere questa non specificata struttura a generare l'alterazione di 1000 nanotesla nel campo magnetico di una zona così estesa. Un elemento che ha aperto scenari da X-Files, che vedono già i sostenitori della presenza di un gigantesco Ufo seppellito di ghiacci, contro chi parla di un elemento meteorico. 

 
NB: immagine di dubbia origine N.d.Simplicio

Di certo c'è che la forma dell'oggetto misterioso appare particolarmente regolare, e che l'agenzia nazionale per la sicurezza degli Usa (NSA) ha perimetrato la zona, secretato le comunicazioni sull'area e decretato il divieto di accesso per chiunque, per "evitare contaminazioni". 
Cosa nasconde il lago e in che modi e tempi la scoperta inciderà sul pianeta Terra è tutto da vedere. Vostok è stato appena raggiunto, e i misteri che contiene prima o poi arriveranno in superficie. 

dal sito

http://www.repubblica.it/scienze/2012/02/06/news/antartide_i_misteri_del_lago_vostok_raggiunto_dopo_trent_anni_di_scavi-29442183/?ref=HRERO-2
Sono già passati 18 mesi, da quanto le trivelle hanno raggiunto il lago Vostok, in Antartide, ad oltre 3 Km. di profondità.

Da allora, la Base Vostok è stata sigillata dalla N.S.A.(l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale Usa), e tutte le informazioni sono state secretate.
Ma forse è possibile farsi lo stesso un'idea di quello che gli scienziati potrebbero avere scoperto.


video parte 1


video parte 2


L'anomalia magnetica del lago Vostok




Gli unici aggiornamenti ufficiali dopo che è stata sigillata la base,sono del 2013 pubblicati.

Un team di scienziati russi è riuscito a raggiungere le sue acque e tramite l'utilizzo di un prelevatore sono riusciti quindi riportare in superficie alcuni campioni dell'acqua. Le prime analisi effettuate fanno chiarezza sulla presenza di frammenti di materiale genetico, con il DNA appartenente non solo a microbi, ma anche a forme di vita decisamente più complesse.
Complesse come ad esempio una pulce d'acqua, un mollusco, o forse addirittura qualcosa legato in un certo qualmodo ad un anemone di mare. Inoltre alcune sequenze genetiche sembrano persino simili ai parassiti e ai batteri che solitamente vivono all'interno dei pesci o dei crostacei.
Tuttavia ciò che lascia ancora perplessi è la difficoltà ambientale che caratterizza le acque del lago; è infatti troppo profondo, per poter ospitare forme di vita complesse.
Alcuni microbiologi infatti sostengono che i ricercatori russi siano venuti a conclusioni troppo affrettate.
 C'è ancora molto da scoprire dunque, i misteri che circondando la storia del lago Vostok vanno avanti, chissà se finalmente si riuscirà ad arrivare ad una conclusione.

in 5 mosse come ridurre ansia e stress

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Ansia e stress sono problemi sempre più frequenti nella vita di ogni giorno. Ritmi lavorativi intensi, impegni che si sovrappongono o scadenze difficili da rispettare sono soltanto alcune delle possibili cause. Ritrovare la giusta tranquillità interiore assume quindi un ruolo sempre maggiore e spesso sembra un obiettivo difficile da raggiungere.
Tuttavia è possibile vincere ansia e stress con 5 semplici regole, grazie alle quali si può ritrovare il giusto equilibrio interiore e la serenità perduta. Senza dimenticare che contro queste due minacce è possibile ricorrere ad alcuni apprezzati rimedi naturali.
Alleggerire la propria attività celebrale e liberarsi per qualche minuto dai pensieri di ogni giorno può favorire non soltanto un generale stato di rilassatezza, utile per ritrovare le energie mentali perdute, ma può generare un importante impulso creativo nel cervello, aprendo la strada ad alcuni importanti spunti. Ecco 5 semplici passi che possono essere d’aiuto:
  1. Il primo consiglio è quello di dedicarsi a questa benefica attività al mattino, meglio se appena svegli. Il cervello non sarà ancora affollato da tutte le preoccupazioni giornaliere e più facile risulterà quindi l’attività meditativa.
  2. Secondo passo è la creazione di uno spazio tranquillo e confortevole intorno a voi. Lo spazio dovrà inoltre essere solitario, senza che altri siano intorno a voi, per poter davvero essere del tutto rilassante. Attenzione anche a scegliere un luogo dove siate al riparo da suoni e rumori che possano interrompere la vostra concentrazione.
  3. Il passo successivo interessa la purificazione dell’energia interiore e prende il via con lo sfregamento intenso delle mani, fino a raggiungere uno stato di calore nelle estremità. A quel punto andranno poggiate sulle tempie e fatte scorrere verso le guance, per poi agitare le mani in aria come se doveste asciugarle dall’acqua. Ripetere a questo punto altre due volte l’operazione e fare lo stesso per la fronte. Appoggiate a questo punto le mani ognuna sulla spalla opposta, mano sinistra su spalla destra e viceversa, scorrendo poi ciascuna mano lungo il braccio e ritorno per tre volte.
  4. A questo punto si cercherà il massimo rilassamento, chiudendo gli occhi se necessario, attraverso la respirazione. Da seduti, assumere un respiro lento e profondo rilassando in maniera progressiva ogni parte del corpo, dalla testa fino ad arrivare ai piedi.
  5. Durante l’esercizio si deve porre la massima concentrazione sul proprio respiro, seguendone il percorso dalle narici fino ai polmoni e ritorno. La durata dovrà essere compresa tra i 10 e i 20 minuti, così da liberare la mente dai pensieri che di solito ne limitano la creatività. La pratica porterà a livelli di meditazione maggiori, se però durante le prime prove alcuno pensieri dovessero interrompere la vostra concentrazione basterà tornare a concentrarsi sul proprio respiro per ritrovare il giusto ritmo.
Al termine degli esercizi non bisognerà poi affrettarsi e immergersi subito nei pensieri e nei ritmi frenetici di tutti i giorni, ma concedersi ancora qualche momento di pace per conto proprio, meglio se all’aria aperta.

Dal sito:
www.greenstle.it

Cometa ISON è tornato dalla morte.


 Ieri, 28 novembre, la cometa ISON attraversato l'atmosfera del sole e sembrava disintegrarsi davanti alle telecamere di diversi veicoli spaziali della NASA e dell'ESA.
Ciò ha indotto segnalazioni di scomparsa della cometa.

Oggi, la cometa ha ravvivato e si sta rapidamente illuminante

per vedere la cometa ison
http://science.nasa.gov/media/medialibrary/2013/11/29/weird_anim.gif

Vaticano: scoperti affreschi con donne sacerdote datati 230-240 dC

Affreschi italiani appena restaurati hanno rivelato quello che poteva essere il sacerdozio femminile nella Chiesa cristiana.
Gli affreschi, risalenti tra il 230-240 dC, sono alloggiati all’interno delle catacombe di Priscilla di Roma e sono stati presentati dal Vaticano questa settimana. I fautori di un sacerdozio femminile hanno detto che gli affreschi rivelano che c’erano donne preti nel cristianesimo primitivo.
affresco con sacerdotessa trovato nelle Catacombe di Priscilla in VaticanoScavate dal secondo al quinto secolo, le Catacombe di Priscilla sono un complesso labirinto di camere funerarie sotterranee che si estendono otto miglia sotto la metà settentrionale della città.
Un affresco raffigurante donne che celebrano l’Eucaristia è raffigurato all’interno della catacomba di Priscilla a Roma. La catacomba, utilizzata per le sepolture cristiane della fine del 2 ° secolo fino al 4 ° secolo, ha riaperto il Martedì al pubblico dopo anni di restauro:
affreschi in catacombe del VaticanoLa zona è spesso chiamata la ‘regina delle catacombe’ perché è dotata di camere di sepoltura di papi e di un piccolo, delicato affresco della Madonna che allatta Gesù risalente intorno 230-240 dC – la prima immagine conosciuta della Madonna col Bambino.
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Il cardinale Gianfranco Ravasi, ministro della cultura del Vaticano, ha aperto la ‘cubicolo di Lazzaro’, che è una camera sepolcrale piccolo con immagini 4 ° secolo di scene bibliche, gli Apostoli Pietro e Paolo, e uno dei primi romani sepolti nel letto a castello-come stack come era comune nell’antichità.
affresco con sacerdotessa in Vaticano
Più controversa, la catacomba a due quinte detto dai fautori del movimento dell’ordinazione delle donne a mostrare donne prete. Un affresco nella Cappella greca color ocra dispone di un gruppo di donne che celebrano un banchetto che sembra essere il banchetto dell’Eucaristia.
Un’altra immagine, in un locale chiamato ‘Cubiculum della Donna Velata,’ mostra una donna le cui braccia sono tese come quelle di un sacerdote che celebra la messa. Indossa ciò che le catacombe “sito italiano chiama ‘una ricca veste liturgica’. Indossa anche quella che sembra essere una stola, una veste indossata dai sacerdoti.
Per secoli dopo i suoi ingressi sono stati sigillati nel tempo antico, le catacombe furono riscoperte nel 16 ° secolo e depredarono di molte lapidi, sarcofagi ed enti.
catamcombe in vaticano
Un’Associazione ha conservato le prove le immagini per dimostrare che vi erano donne prete nella chiesa paleocristiana – e che quindi ci dovrebbero essere donne prete oggi.
In risposta il vaticano afferma:
Il sovrintendente della Commissione di archeologia sacra del Vaticano 
(Fabrizio Bisconti), ha detto che una tale lettura degli affreschi è pura ‘favola, una leggenda.’
Anche se la guida ufficiale delle catacombe afferma che: “c’e’ un chiaro riferimento al banchetto della Santa Eucaristia ‘nell’affresco.

Il Vaticano, però, ha risposto dicendo che tali affermazioni sono sensazionalistici ‘favole’.
Il sovrintendente della Commissione di archeologia sacra del Vaticano Bisconti: "scena del banchetto non era un banchetto eucaristico, ma un banchetto funebre.”
Google Maps ha, per la prima volta, esplorato le catacombe romane fornendo un tour virtuale del complesso Priscilla a disposizione di tutti coloro che non possono visitarle dal vivo.
Dimenticate per secoli dopo che i gli ingressi furono sigillati nel tempo antico, le catacombe furono riscoperte nel 16 ° secolo e furono depredate di molte lapidi, sarcofagi e dei corpi. Scavi in ​​tempi moderni sono cominciati nel 19 ° secolo.
mappa delle catacombe di priscilla a Roma

Rimedio low cost contro il freddo. Da provare.


L'invenzione alla portata di tutti, con il nostro tutorial passo / passo per realizzarla.





Solo 
14 centesimi al giorno e niente canne fumarie per riscaldare una stanza di 20 mq. L’invenzione alla portata di tutti di un ingegnere inglese.
Il sistema che sfrutta la capacità di convezione di semplici vasi da giardino in terracotta è stato ideato da un cittadino britannico che aveva l’esigenza di scaldare una stanza-studio senza calorifero e canna fumaria. Sfruttando allora delle semplici regole della fisica, come la convezione del calore, ha ideato questo sistema ingegnoso che prevede l’uso di semplici oggetti alla portata di tutti:
  • 1 cassetta di metallo o stampo per plumcake in metallo. Va bene anche una scatola in latta.
  • 2 vasi di terracotta da giardino che possano stare uno dentro l’altro ma lasciando un’intercapedine di aria tra i due. Per esempio due vasi di diametro 10cm  e 14 cm. Siccome le misure dipendono anche dallo spessore dei bordi, se dovete acquistarli provate prima a vedere come viene il non-incastro
  • 4 candeline tealight, tipo le Glimma di Ikea (che abbiamo usato anche noi per i calcoli)
Seguendo la foto sopra, posizionare i vasi uno dentro l'altro tappando il foro alla base di quello più piccolo. Per questa operazione si può utilizzare un porta candeline in alluminio di una candela già consumata, fate solo attenzione che non vi sia ancora cera, altrimenti colerebbe all'interno.
Accendere le 4 candeline e metterle nel contenitore in metallo.
Posizionare sopra i due vasi e attendere mezzora perché questo diffusore di calore cominci a lavorare a pieno regime.
Le candeline tealight durano 4 ore, se si vuole proseguire oltre le 4 ore basta cambiarle.
Attenzione: posizionare sotto al contenitore in metallo un poggia-pentola in materiale isolante.


 Come funziona esattamente? 
Facilissimo, lo schema qui sopra ve lo illustra in breve. In pratica, si crea una convezione di calore che viene mantenuta e amplificata grazie alla terracotta. 
Avete presente le vecchie stufe in terracotta della nonna? 
Ecco, il principio è lo stesso!
Il sistema è utile per scaldare con poco una piccola stanza, 15-20 mq.
I calcoli
Ci siamo basati su una confezione di Glimma Ikea da 100 tealight che costa attualmente Euro 3,50
Ogni candela costa quindi 0,035 Euro. Usandone 4, che durano 4 ore, la spesa è di 0,14 Euro. Sufficiente per una serata di 4 ore a casa, dopo il lavoro o per una mattina o un pomeriggio in cui si sa di rimanere in una sola stanza.
L’inventore del sistema ha anche realizzato un video in cui mostra in dettaglio come fare. Se avete letto la nostra spiegazione, sarà facile seguire il video anche per chi non sa l’inglese!

dal sito:






dal sito:

CHE meraviglia l'universo.... la vita!


Come è fuori è dentro

Non c'è nulla fuori che non abbiamo dentro di noi!

Le due comete verso il sole. 

E la straordinaria assomiglianza alla fecondazione.










Master
Giuseppe Boccia


Ison il suo viaggio verso il sole, segui la diretta live!


Aumenta di luminosità molto rapidamente! 

La cometa Ison dall'Hubble

La cometa Ison dall’HubbleRicordiamo che il perielio accadrà il giorno 28 Novembre alle 19,24 , quindi mancano pochissimi giorni ad essere vicinissima al Sole,.



Ma riuscirà a resistere oppure no? 




Se resistesse sarà un vero e proprio spettacolo visto che la magnitudine aumenterà significativamente rendendola estremamente luminosa, c’è chi dice fino a magnitudine -8, per fare un esempio pensate che la Luna arriva a magnitudine -13 quando è piena ed il Sole arriva a circa -26! 
Adesso è a circa 3.80 in costante calo. 
La cometa Ison è sempre più vicina al Sole, attualmente è a poco più di 30 milioni di chilometri, che nello spazio è una distanza molto piccola pensando alla vastità dell’Universo e viaggia a 74.000 chilometri al secondo. Dalla Terra è distante circa 80 milioni di chilometri invece, ma la cosa è solo temporanea infatti nel momento in cui sorpasserà il Sole ritornerà ad avvicinarsi a noi.

Vediamo i suoi parametri!

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Giuseppe Boccia



Il simbolismo "Uovo"



L'Uovo orfico


UovoCosì diffuso nell'alimentazione quotidiana, e fonte di proteine alternative alla carne, l’uovo è un oggetto così comune nelle nostre case che difficilmente potremmo fermarci a riflettere sul suo profondo significato simbolico, radicato in tutte le culture e in tutte le epoche, che esso porta con sé. Concetti come l’«Uovo Cosmico» o «Uovo del Mondo», ad esempio, diffusi in tutte le culture più antiche, esprimono un significato cosmologico profondo che, ad esempio, hanno anticipato già seimila anni prima di Cristo, concetti scientifici come la Teoria del Big Bang solo recentemente entrata nel novero delle conoscenze scientifiche e accettate come tali. Come simbolo di fecondità e di vita eterna, l’uovo viene raffigurato in opere d’arte come quadri e statue; nell’arte cristiana, un uovo posto in mano alla Madonna o a Maria Maddalena assume degli aspetti simbolici del tutto particolari che sono poi confluiti simbolicamente in tutta la tradizione associata alla festa della Pasqua. Nell’Alchimia, come «Uovo dei Filosofi», l’uovo è il ricettacolo di quella trasformazione, interiore, da materia grezza a oro filosofale, la cosiddetta Grande Opera. Tanti significati diversi, dunque, ma solo in apparenza, come si potrà evincere al termine di questo studio, dal quale si potrà capire anche come la figura dell’Uovo sia frequentemente associata a quella del Serpente, un archetipo universale che rappresenta, in estrema sintesi, le forze cosmiche della Natura e la rigenerazione per mezzo di esse.


Fertilità e culti della dea


Pensando ad un uovo, immediatamente viene in mente la gallina, e con essa il pulcino che ne nascerà, ma in linea generale, vedendolo come mezzo di propagazione della vita in molte specie animali, l’uovo è normalmente considerato come un ricettacolo di vita, un involucro chiuso ermeticamente da un guscio coriaceo all’interno del quale una nuova vita si forma maturando nel tempo, per poi riemergerne al momento opportuno, dopo averne frantumato il guscio dall’interno.

Dunque l’uovo, nella sua forma perfetta, senza principio né fine come una sfera, e nel quale, tuttavia, è ben distinguibile una direzione, o orientamento, lungo un asse verticale attorno al quale si sviluppa la sua simmetria cilindrica, è un simbolo universale di fecondità, di vita eterna e di resurrezione.

È altre sì associato al Femminile, perché è la Donna a produrre l’ovulo il quale, fecondato, darà origine alla nuova vita. È per questo che negli antichi culti della Grande Madre troviamo questa forma richiamata sia nelle statue (vedi la forma rotondeggiante di certi attributi della fertilità di alcune statuine rappresentanti la Grande Madre, come i seni, i glutei e la pancia), sia negli stessi templi di culto (come nel caso delle camere di forma ovale dei templi megalitici di Malta, presso Hagar Qim e Mnajdra).

Ancora, ritroviamo il tema simbolico dell’uovo, principio femminile, e della lancia, l’equivalente maschile, nei cornicioni decorativi di moltissimi templi, sia antichi sia moderni (vedi, ad es., la Chiesa di Santa Maria del Priorato, a Roma) come mostrato nell’immagine sottostante, fotografata tra i templi monumentali di Baalbek, in Libano.



Frammento di tempio monumentale
(Baalbek, Libano)


Cornicione con motivo a uovo e lancia
Cornicione ornamentale con il motivo dell’uovo e della lancia (Baalbek, Libano)


L’Uovo Cosmico, origine del Mondo


EurinomeNell'analogia che nella Tradizione Ermetica accompagna, da sempre, la dimensione microcosmica, riferita all’Uomo, a quella macrocosmica, riferita al Mondo, l’uovo come origine della vita diventa l’uovo che dà origine al cosmo, l’«Uovo Cosmico», o «Uovo del Mondo».

Ad esempio, restando in tema dei culti della Grande Madre, è significativo citare un mito, riferito alla dea Eurinome (la Cibele dei Frigi), proveniente della tradizione Pelasgica. Si dice che la Dea, in principio emerse nuda dal Caos primordiale. Non trovando dove poggiare i piedi, divise il cielo dal mare e cominciò a danzare sulle sue onde, spostandosi in questa sua danza in direzione sud. Avvertendo, alle proprie spalle, il vento del nord che soffiava, le parve una cosa nuova e meravigliosa, e decise così di dare atto alla creazione. Ella afferrò il vento del nord, e lo sfregò tra le sue mani finché esso non prese la forma di un serpenteOfione. Continuando a danzare in modo sempre più selvaggio e sensuale, finì per attrarre il desiderio del serpente, che infine l’avvolse nelle sue spire e si unì a lei. La Dea, trasformatasi in colomba, volò sul pelo dell’acqua e depose su di esse un uovo, comandando al serpente di avvolgerlo per sette volte. Ciò fatto, l’uovo cosmico alla fine si dischiuse, lasciando uscire tutte le cose del creato. In seguito a quest’atto il serpente inorgoglito cominciò a ritenersi egli stesso creatore, piuttosto che strumento della creazione, e la Dea irata per tanta superbia lo relegò al buio delle caverne.

Questo mito, dal quale traspare già il legame del serpente con le forze creatrici, in seguito relegate al mondo sotterraneo (il mito delle correnti telluriche), è assai simile ad uno ancora più antico, citato nei Veda, le quattro raccolte sacre di inni della tradizione induista portata in India dagli invasori provenienti dal nord ("Veda" è un termine sanscrito che significa "Sapere"). In esso si narra della dea Vinata, che guarda nella direzione in cui il limite dell’oceano si unisce con il cielo: dall’uovo cosmico che essa depone nasce un essere alato la cui prima opera sarà quella di riscattare la madre dal potere dei serpenti.

Nelle dottrine metafisiche degli induisti d'Oriente, quando Brahma si racchiude nell’Uovo del Mondo (Brahmanda), forma il germe primordiale della vita cosmica, chiamato "Hiranyagarbha", un nome che letteralmente significa "Germe d’oro" (una terminologia sulla quale torneremo, più avanti). In un passo dei Rig Veda (il "Libro dei Versi", uno dei quattro Veda), si afferma in proposito: "In un’oscurità profonda, come abisso tenebroso senza luce, il Germe che dormiva ancora nel suo involucro d’oro esplose, come unico essere, per il calore ardente". Questo testo, che risale ad un periodo compreso tra il 6000 e il 4000 a.C., ricorda troppo da vicino la moderna teoria del Big Bang secondo cui l’universo intero ha preso vita dal nulla da un’esplosione iniziale nel quale l’Energia pura ha cominciato a trasformarsi in Materia, una teoria che gli scienziati hanno cominciato a scoprire solo a partire dagli anni ’20 del 1900.

PanguCome archetipo cosmogonico, l’Uovo del Mondo è presente in moltissime altre culture. Per la religionetaoista cinese (IV sec. d.C.), si descrive il mito di Pangu, il creatore del mondo. Narra il mito che all’inizio c’era solamente il Caos, che ad un certo punto si coagulò in un Uovo Cosmico impiegando in questo processo 18.000 anni. All’interno dell’uovo i principi primordiali Yin e Yangsi stabilizzarono fino a che non raggiunsero l’equilibrio. A questo punto, da questo equilibrio perfetto emerse il dioPangu, un essere gigantesco dall’aspetto selvaggio, villoso e provvisto di corna (come il dio greco Pan, si noti la sottile analogia anche etimologica). Esprimendo il desiderio di creare, Pangu prese una pesante ascia e con essa spaccò in due l’Uovo Cosmico, creando dalle due metà la Terra (Yin) e il Cielo (Yang). Pangu mantenne il Cielo e la Terra separati ponendosi tra essi e sorreggendo il cielo al di sopra della terra, e nel frattempo cresceva e li separava sempre più, in un processo che durò altri 18.000 anni. In questa operazione fu aiutato da quattro creature: una tartaruga, il Qilin (un essere cornuto simile ad una Chimera greca), la Fenice e un dragone. Al termine del periodo, Pangu terminò la creazione trasformando il suo respiro in vento, la sua voce in tuono, il suo occhio sinistro nel sole, quello destro nella luna ed infine il resto del suo corpo in montagne e tutta la superficie terrestre.

Nel Buddismo Zen dall’antico Giappone, all’inizio dei tempi era solo il Caos, racchiuso all’interno di un uovo al cui centro si celava il seme creatore.

Presso i Celti, l’uovo cosmico si chiamava Glain, ed era un uovo di colore rosso deposto su una spiaggia da un rettile marino.

Per i Bambara (l’etnia principale del Mali) in origine c’era un uovo vuoto che successivamente si è riempito e si è sviluppato in seguito all’azione di un soffio creativo dello Spirito.

Nel mito polinesiano Vari-Ma-Tetakere vive in una noce di cocco cosmica: si tratta di un adattamento regionale ma tuttavia si noti che anche la noce di cocco ha in realtà la forma di un uovo.

La FeniceInfine, presso gli antichi Egizi, il mito si esplica nella figura della Fenice, un uccello leggendario che può vivere fino a 500 anni e che, sentendosi prossimo alla morte, si ritira in un luogo isolato e costruisce un nido a forma di uovo su una quercia, o una palma, intrecciando insieme ai ramoscelli anche arbusti di piante odorose, come l’incenso e lo spigonardo. Entrata nel nido, lasciava che il sole la incendiasse e la facesse bruciare completamente. Dopo la combustione completa, dalle ceneri rimaste emergeva una larva, o un uovo, che il sole faceva rapidamente crescere e maturare nell’arco di tre giorni. Da questo uovo rinasceva poi la nuova Fenice, giovane e potente, che volava via verso Heliopolis e andava a posarsi sull’Albero Sacro.


L'Arcano XXI - Il Mondo

L'ultimo arcano dei Tarocchi, contrassegnato dal n. 21, è "Il Mondo". La carta che lo rappresenta raffigura una donna nuda al centro di una corona a forma di uovo. Intorno ad essa, esternamente, stanno i simboli del Tetramorfo (un uomo, un aquila, un leone ed un toro). La donna tiene in mano due bacchette ed ha le gambe incrociate. In questa posizione con le braccia allargate, che formano un triangolo, l'intera figura richiama il simbolo alchemico dello Zolfo. Inoltre, i genitali sono coperti perché in realtà la figura è un androgino.


Orfismo, Mitraismo e misteri Dionisiaci


L’idea dell’Uovo come origine del cosmo è, similmente, alla base della cosmogonia dei Misteri Orfici. Secondo una tradizione, riportata da Damascio ("De Principia"), in principio esistevano tre forze primordiali: Chronos (il Tempo), Aither (l’Aria, o Pneuma, ossia il Soffio Vitale) e Chaos (il Caos). La creazione ebbe inizio quando Chronos fabbricò all’interno dell’Aria un Uovo, dal quale uscì Phanes, il Brillante, ossia la Luce. Phanes si accoppia successivamente con la Notte e dalla loro unione ebbero origine il Cielo e la Terra.

PhanesNel corso di alcuni scavi archeologici condotti presso il sito mitraico di Housesteads, una località nella contea di Cumbria, in Inghilterra, in prossimità del Vallo di Adriano, fu ritrovata una statuetta in pietra raffigurante il dio Mitra che emerge da un anello zodiacale a forma di uovo. Il ritrovamento ha fatto supporre che nel culto mitraico il dio possa essere stato assimilato al dio-creatore orfico Phanes, che emerse dall’uovo cosmico per generare l’universo. A ulteriore conferma di questa ipotesi, si può citare un bassorilievo esposto presso il Museo Estense di Modena, che raffigura il dio Phanes che esce da un uovo, circondato dal cerchio dello Zodiaco (v. immagine a lato). Le tradizioni descrivono a volte il dio Mitra come nato, o spesso rinato, da una pietra (la cosiddetta 'petra genitrix') a forma di uovo attorno alla quale è attorcigliato il serpente cosmico. Si noti così il parallelo tra la tradizione pelasgica del serpente, avvolto in sette spire, attorcigliato all’uovo cosmico, ed i sette gradi di iniziazione del culto di Mitra. Si consideri inoltre la teoria dei Chakra, ugualmente in numero di sette, dislocati lungo tutto il corpo umano a partire dal più basso, che ha sede nell’osso sacro, al più alto, corrispondente alla ghiandola pineale, sulla sommità del capo. Anche qui l’energia cosmica che percorre i sette Chakra nel rito di iniziazione è raffigurata come un serpente, il Kundalini, che risale i Chakra lungo la colonna vertebrale. Si noti, altresì, la somiglianza col simbolo del Caduceo, emblema di Mercurio (il custode del primo grado mitraico), con i due serpenti attorcigliati attorno al bastone (la colonna vertebrale) in sette nodi, l’ultimo dei quali, costituito dalle teste fronteggiate dei due rettili, culmina, a seconda delle rappresentazioni, in una sfera, spesso munita di ali (simbolo dell’elevazione).


Il Caduceo e i sette Chakra
Analogia tra il simbolo del Caduceo e i sette Chakra


Nei Misteri Dionisiaci, le Baccanti celebrano il dio danzando con il tirso, il bastone al quale sono attorcigliate i pampini della vite, e che culmina con una pigna, simbolo della conoscenza. È il medesimo simbolo, e non è un caso che la ghiandola pineale, la sede dell’ultimo e più importante Chakra, laddove al culmine del processo iniziatico si aprirà il Terzo Occhio, quello della Conoscenza, sia chiamata così in relazione alla sua forma che ricorda appunto quella di una pigna. Ed arriviamo, dunque, a chiudere il cerchio, con l’immagine di un bassorilievo, esposto presso il museo di Carlisle, ancora in Cumbria, nell’Inghilterra del Nord, che raffigura il serpente cosmico avvolto in spire attorno ad una gigantesca pigna, che ha la forma di un uovo.


Omphalos in forma di pigna con serpente
Omphalos in forma di pigna con serpente
(Museo di Carlisle, Cumbria, Regno Unito)


L’Omphalos


Questa pietra in forma di uovo (o pigna) attorno alla quale è avvolto un serpente non è altri che unOmphalos, una pietra sacra posta in corrispondenza di un luogo consacrato (come il betiloBeth-El, cioè la "Casa di Dio", che Giacobbe unse e innalzò come stele nel luogo "terribile" ove aveva sognato la scala che univa la Terra al Cielo).

La pietra sacra di Kermaria, quella su cui è scolpito in bassorilievo il simbolo del "Centro Sacro" e della quale avevamo parlato proprio in merito a quel simbolo, reca sul basamento una linea ondulata che la circonda su ogni lato, e che richiama ancora una volta l’idea del serpente avvolto attorno alla pietra.


L'Omphalos di Aquino
L'Omphalos ovoidale presso la Chiesa
di Santa Maria della Libera, Aquino (FR)


Nel cortile antistante la chiesa di Santa Maria della Libera, presso Aquino (FR), è stata posta una pietra a sé stante dalla caratteristica forma ad uovo. Messa lì, in quella posizione, la pietra non può che avere funzione simbolica di Omphalos, di marcatore di un centro sacro, come d’altronde la presenza di numerose Triplici Cinte, ognuna diversa dall’altra, lascerebbe sottintendere.

Di esempi se ne potrebbero fare ancora tanti, ma il concetto dovrebbe essere ormai chiaro, e questo ulteriore senso simbolico attribuibile all’Uovo non andrebbe dimenticato.


L’«Uovo Filosofale» degli Alchimisti



Splendor Solis
Il Rebis che tiene in mano l'Uovo Filosofale
(Solomon Trismosin, Splendor Solis, 1513)


Abbiamo visto precedentemente che il germe primordiale della vita cosmica secondo le dottrine dei Veda è chiamato "Hiranyagarbha", letteralmente «Embrione d’oro», ed esso si trova all’interno dell’Uovo del Mondo (Brahmanda) quando Brahma mi si rinchiude dentro. Questa terminologia, che certamente deriva dall’osservazione pratica che, in un uovo reale, il vero germe della vita è contenuto nel tuorlo, che è di colore giallo-ambrato, ricorda molto da vicino la terminologia alchemica.

In effetti, esiste nel gergo e nel simbolismo alchemico il concetto di «Uovo Filosofale», che è la storta nella quale viene posta la Materia Prima e con la quale si procede alla Grande Opera nella cosiddetta "via umida", più lunga ma più sicura, contrapposta alla "via secca" in cui si opera con il crogiolo. Questo Uovo viene poi rinchiuso all’interno dell’Athanor, il forno tipico per le operazioni alchemiche, chiamato simbolicamente con diversi nomi, come TorrePrigione o Caverna. In questo ruolo, dunque, l’Uovo Filosofico fa le veci simboliche dell’Uovo del Mondo mentre l’Athanor, nella solita corrispondenza microcosmo-macrocosmo diviene assimilato al "cosmo"


La "Materia Prima"
(Basilio Valentino, Azoth, 1613)

L’illustrazione qui sopra, estratta da un trattato di Basilio Valentino ("Azoth, sive Aureliae Occultae Philosophorum", Francoforte, 1613), mostra il Rebis, l’Androgino ermetico, circondato dai simboli planetari, che sormonta il drago. Il tutto è racchiuso in una forma ad uovo. Scrive l’alchimista nel testo di accompagnamento dell’immagine: “Io sono l'Uovo della Natura, che soltanto i Sapienti devoti e modesti conoscono, ed essi fanno nascere da me il microcosmo”.


L’Uovo dei Filosofi
(Michel Majer, Scrutinium Chymicum, 1687)


Quando l’Uovo finalmente si dischiude, le due metà del guscio rappresentano, quella superiore, il Cielo, e quella inferiore, la Terra. La suddivisione dell’Uovo ad opera del filosofo è ben rappresentata in questa incisione allegorica, tratta da un trattato del filo-rosacrociano Michel Majer, lo "Scrutinium Chymicum". La rottura dell’Uovo, contenente il pulcino (la Pietra Filosofale) doveva avvenire per mezzo del fuoco (la spada). L’edificio quadrato sulla sinistra, dal quale provengono delle fiamme, non è altro che un’altra raffigurazione simbolica dell’Athanor, e si noti anche il numero dei merli sopra il muro di fondo, che è, ancora una volta, sette.

Dalla "Turba philosophorum", testo alchemico anonimo, tradotto dall’arabo, del XII sec., è tratto il seguente brano che allude al simbolismo alchimistico dell’Uovo e dei colori alchemici: «Sappiate che la nostra materia è un uovo; il guscio è la nave, e all’interno è bianca e rossa; lasciatelo covare dalla madre sette settimane o nove giorni, o tre giorni, o una, o due volte, oppure sublimatelo come vorrete, per 280 giorni. Nascerà un pulcino dalla testa rossa, le piume bianche e i piedi neri…».


La casella n. 52 in tre diversi tavolieri di Giochi dell’Oca
La casella n. 52 in tre diversi tavolieri di Giochi dell’Oca


È anche significativo osservare che nel Gioco dell’Oca, un gioco che racchiude un vasto e complesso simbolismo esoterico, la casella n° 52 è chiamata la Prigione, o la Barca, o l’Arca. È una casella in cui il giocatore, se vi cade accidentalmente, deve rimanere finché un altro giocatore non giunga a liberarlo, oppure, in altre versioni, se ottiene determinate combinazioni di punti con i dadi. Alchemicamente, come abbiamo visto, la Prigione è un’allegoria del forno, entro il quale si pone l’Uovo Filosofico per procedere alla Grande Opera. L’Arca, in riferimento all’imbarcazione costruita da Noè per scampare al Diluvio Universale, è un simbolismo analogo, perché anch’essa, contenendo le coppie di animali che rigenerandosi daranno inizio alla nuova vita dopo il Diluvio, contiene dunque al suo interno il Germe della Vita, come un uovo.


Leda, il Cigno e i Dioscuri



Leda e il cigno (Pontormo, 1512-13)
Leda e il cigno, Jacopo Carrucci da Pontormo
(olio su tavola, 1512-1513, Galleria degli Uffizi, Firenze)


Nella mitologia greca, l’uovo viene contemplato nel mito di Leda. Secondo una delle versioni più semplici di questo mito, Leda, la regina moglie di Tindaro, re di Sparta, si trovava sulle sponde del fiume Euroto quando Zeus, invaghitosi di lei, la sedusse sotto la forma di un candido cigno e si accoppiò con lei. Le cose si complicarono quando quella stessa notte Leda giacque anche con suo marito. Il risultato fu che Leda partorì un uovo allo schiudersi del quale nacquero due gemelli,Castore e Polluce, insieme alla bellissima sorella Elena (che diverrà poi Elena di Troia). Secondo un’altra versione, le uova partorite da Leda furono invece due: da uno nacquero Castore e Polluce, dall’altro Elena e Clitennestra. La complicazione fu che mentre Polluce ed Elena erano figli di Zeus, Castore e Clitennestra avevano per padre Tindaro. Castore e Polluce, anche noti come i "Dioscuri", sono commemorati nella costellazione dei Gemelli, ed è ad essi che, nella successiva trasposizione cristiana, si sono ispirate le leggende dei due santi Cosma e Damiano, protettori dell’ordine medico.

A commemorazione di questo mito, a Sparta, presso il tempio detto delle Leucippidi, si venerava il guscio spezzato di un uovo gigante, appeso con un filo sulla volta, che si riteneva essere l'uovo fatto da Leda. Questo tema verrà ripreso durante il Rinascimento dal pittore Raffaello, che immortalerà l'uovo nella sua famosa "Pala di Brera".



original :
www.angolhemes.com
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